top of page

Il San Francesco di Caravaggio

L'Estasi di San Francesco di Caravaggio


Quando ci si trova in presenza di grandi esecutori, per esempio di un cantante eccezionale, pensando a una canzone viene spesso da chiedersi: chissà come l’avrebbe cantata “Lei” o “Lui”.

Allo stesso modo, osservando le varie rappresentazioni di San Francesco nell’arte, sorge la curiosità di sapere: come lo avrebbe ritratto Caravaggio? La curiosità non riguarda solo la tecnica pittorica, ma anche la profondità dell’interpretazione e la sensibilità di fronte a un soggetto così significativo.

Per fortuna, in questo caso possiamo saperlo.


Caravaggio - Estasi di San Francesco
Caravaggio - Estasi di San Francesco

Il san Francesco di Caravaggio

Intorno al 1595 Caravaggio si trova presso il cardinale Francesco Maria del Monte, suo committente e protettore.

Consideriamo che il pittore aveva solo 23/24 anni e che questo era il suo primo soggetto sacro: “L’estasi di San Francesco”.

Caravaggio prende come riferimento il testo di San Bonaventura, in cui San Francesco si trova sul monte Verna accompagnato da Frate Leone. San Francesco ha appena ricevuto le stimmate.


Ed ecco il genio al lavoro.

Caravaggio prende una tela grande cm 128,4 x 92,5. Non circonda il Santo di rocce e non disegna paesi sullo sfondo.

Il luogo dell’estasi è una radura verdeggiante, un luogo dove è naturale meditare e pensare. Tutto il paesaggio, quindi, è natura. Unica eccezione è frate Leone sullo sfondo, vicino al fuoco con dei pastori, ma anche questo particolare è coerente con una descrizione agreste e pastorale.

Nessuno squarcio, luce, raggio, o illuminazione divina, San Francesco è adagiato su un prato, minuziosamente raccontato con tutta la capacità realistica di Caravaggio.


Ecco l’idea: a sorreggerlo un angelo. Un giovane delicato, vestito di un drappo bianco con le ali che appaiono concrete e credibili così come tutta la scena. L’angelo guarda San Francesco con inevitabile dolcezza. Gli occhi del Santo sono socchiusi. Non dorme, è in estasi. La sua mano destra indica la ferita al costato, visibile attraverso uno strappo del saio. La ferita si intravede appena. Anche le stimmate sono quasi invisibili, come fossero sottopelle.


San Francesco è un uomo

A differenza dei pittori precedenti, che mostravano raggi di luce che partivano dal cielo e colpivano le mani e i piedi del Santo, Caravaggio rappresenta un’estasi spirituale. Per questo il miracolo non sta nei segni esteriori, ma in ciò che Francesco prova dentro. L’attenzione del pittore è tutta sul volto del Santo e sull’abbraccio dell’angelo.



Caravaggio evita i simboli troppo espliciti o teatrali. Per lui, un santo era prima di tutto un uomo. Mostrare mani e piedi con buchi vistosi sarebbe sembrato, ai suoi occhi, troppo artificiale. Preferisce che lo spettatore “senta” il dolore del miracolo attraverso l’oscurità e la posizione del corpo.


Il confronto con gli altri grandi pittori che lo hanno preceduto ci aiuta a capire la grandezza di Caravaggio e la sua forza creativa.

 
 
 

Commenti


bottom of page