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Milano si dà alla Macchia


Quando la Macchia fece l’Italia


Nel cuore dell’Ottocento mentre i cannoni del Risorgimento dettavano il ritmo di una nazione che nasceva, un gruppo di artisti cambiò la pittura. Fino al 14 giugno 2026, le sale del Palazzo Reale di Milano si trasformano in un varco temporale per ospitare cento tele.



Cento colpi di luce a smontare l’austerità delle accademie.


Vent’anni prima che la Francia incontrasse gli Impressionisti, i "maledetti" del Caffè Michelangiolo avevano già capito tutto: la realtà non ha contorni, è fatta di macchie, di contrasti netti, di colore.


Passeggiando tra le sale, vi ritroverete faccia a faccia con la solitudine abbacinante de “La Vedetta” di Giovanni Fattori. Incontrerete la grazia domestica di Silvestro Lega, la forza cronachistica di Telemaco Signorini, e poi le visioni di Abbati, Borrani, Sernesi e degli altri complici di questa rivoluzione.


I macchiaioli hanno aperto la strada all’immediatezza visiva ed emotiva. 

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