Leonardo e "Lie to me". La Scapigliata
- A.G. Fadini

- 5 ore fa
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Leonardo e il codice delle emozioni
Che collegamento c'è tra Tim Roth e Leonardo da Vinci? O, se preferite, tra la serie televisiva Lie to Me e la Scapigliata, il dipinto di Leonardo che stiamo osservando?
Facciamo un passo indietro per chi non avesse mai visto la celebre serie Lie to Me (il cui titolo significa, appunto, "dimmi una bugia"). Il protagonista, interpretato da Tim Roth, è un dottore e psicologo che dirige un'agenzia al servizio dell'FBI o di privati facoltosi. Il suo compito è scoprire se una persona stia mentendo o dicendo la verità.
Nella finzione cinematografica, vediamo Tim Roth fissare intensamente l'interlocutore mentre gli pone delle domande; grazie alla sua capacità di osservazione, egli sa esattamente quando qualcuno sta mentendo. Ma come ci riesce? E soprattutto, qual è il legame con il genio di Vinci?

I micromovimenti: la scoperta di Leonardo
Il segreto risiede nei micromovimenti del viso e del corpo. Già intorno al 1480, Leonardo da Vinci studiava queste reazioni infinitesimali per i suoi scopi di pittore e scienziato. Egli scrisse che le emozioni umane, prima ancora di essere razionalizzate da noi stessi, vengono "tradite" dal nostro viso e dai piccoli spostamenti del corpo.
Leonardo studiava anatomicamente i nervi e le minime cause che generano le espressioni facciali. Il suo obiettivo era ambizioso: riuscire a esprimere un'emozione complessa attraverso il solo volto. Se una persona fosse stata irritata, Leonardo avrebbe analizzato come cambiavano gli occhi, la bocca e le guance, per poi essere in grado di riportare quel dinamismo nel dipinto.

L'analisi della "Scapigliata"
Ne abbiamo una prova straordinaria nella Scapigliata. Si tratta di una piccola tavola (di circa 21 per 24 cm), poco più piccola di un comune foglio di carta. Utilizzando solo due colori — la terra d'ombra per i toni seppia e la biacca per le luci — Leonardo ci fornisce un saggio della sua irripetibile capacità tecnica.
L'opera originale è conservata a Parma, ma grazie alle foto in alta definizione possiamo notare come nessun segno sia lasciato al caso. Non è un semplice "sfumato teorico": ogni ombra è posizionata esattamente dove serve per comunicarci lo stato d'animo della donna ritratta. Leonardo riesce a descrivere con un'immagine sottigliezze emotive che nessun poeta o scrittore saprebbe restituire a parole.
Dalle neuroscienze al genio vinciano
Oggi le neuroscienze utilizzano apparecchiature sofisticate, indagini diagnostiche e scansioni cerebrali per mappare il funzionamento delle emozioni, talvolta anche per scopi commerciali come il neuromarketing. Tuttavia, se fosse possibile, verrebbe da dire che basterebbe "chiamare Leonardo" per capire tutto più velocemente. È l'ennesima prova del genio incontrovertibile di questo artista immenso.




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